Dicono che faranno una città

Pro memoria: Dovrò chiedere il permesso a Remo Bassini per raccogliere su OraSesta alcuni dei suoi post, “meditativi” come quello che riprendo qui dai suoi Appunti, e altri che sono micro racconti, “quadretti”, istantanee di luoghi e di volti.
T.M.

Dicono che faranno una città

di Remo Bassini

Dicono che costruiranno una città, tra la collina e il mare, fuori dal tempo.Faranno case di legno, coi camini.Ci saranno le auto, ma resteranno fuori, in quattro grandi parcheggi.Dentro la città solo qualche bus elettrico e tante biciclette.Non ci saranno computer, in questa città, ma due sale cinematografiche, una con prodotti commerciali, l’altra con vecchi o introvabili film per appassionati, e non ci saranno antenne, perché si ascolterà solo la radio, e non ci saranno telefonini, ma cabine, a ogni angolo, e ci saranno feste tutte le sere, fino a tardi ma non fino a tardissimo, ma verranno organizzate a nord, ché a sud, dove è stato realizzato un parco, ci sarà un posto, un bar con una libreria, per chi non ama né feste né balli, che potrà gustare, così, il silenzio, e pazienza se in lontananza sentirà le note di una fisarmonica di un violino.

E non ci sarà plastica, in questa città.

La spesa si farà con le borse che si usavano una volta, le penne saranno solo stilografiche, i rasoi con le lamette intercambiabili.

C’è tanta gente che sta chiedendo, di questa città.

Gente che vorrebbe incontrarsi in piazza, e poi decidere cosa fare la sera.

Perché la sera, in questa città, si faranno cose.

Ci saranno circoli di lettura, ma anche sale dove la gente potrà giocherà a carte, o a tombola.

O studiare. O raccontare storie. O pensare alla città.

Nessuno, in questa città, mostrerà i propri muscoli o il proprio sapere agli altri.

Si cercherà, in questa città, di fare come fanno i bambini dei villaggi indiani, che quando hanno contrasti parlano e poi parlano e parlano ancora finché non si son chiariti.

E i vecchi saranno i re di questa città.

Avranno rispetto e compagnia.

Così che gli ultimi capitoli lascino un buon ricordo.

20 October 2008 - Comments Off - permalink

23 maggio 2007 – gli ottant’anni di don Luisito

Remo Bassini, Avrei voluto dire: degli occhi di don Luisito

Ieri, domenica, a Viboldone, han festeggiato gli 80 anni di don Luisito Bianchi.
Sono andato nel pomeriggio, mezz’ora.
Poi, a casa, ho cercato di scrivere qualcosa su don Luisito.
E non ci son riuscito.
Lo scrittore di provincia ha preso atto che si è bloccato, che mentre scriveva trovava stupide le sue parole, le sue frasi, le sue riflessioni.
Lo scrittore di provincia, pur prendendo atto del suo fallimento – e tu saresti uno scrittore? – ha però pensato, dopo dieci tentativi almeno, di scrivere ugualmente qualcosa.
L’ha fatto e l’ha inviato a La poesia e lo spirito.

(… avrei voluto scrivere degli occhi di don Luisito; che cercano negli altri, e che imparano dagli altri; che cercano e scavano: in profondità).
(… avrei voluto scrivere degli amici di don Luisito, di chi ha organizzato la festa e non ci è andato, di chi, durante la festa, ha detto: gli amici dell’abbazia di Viboldone, non importa se da vent’anni o da un giorno… avrei voluto spiegarmi meglio, andare più a fondo e non galleggiare così, con parole prese in prestito dal mestiere).

Paola Borgonovo
Sono stata all’altra metà festa. La messa alla mattina e una bella mangiata alla trattoria. con tanti canti: delle mondine, dei partigiani e anche morti di reggio emilia… tante belle barbe bianche e Livia, 2 anni, figlia di Enrica, che sovrintendeva alla celebrazione da capotavola. La più giovane festeggiante…
Luisito ha mangiato come un uccellino, defilato e riservato come suo solito, ma con gli occhi brillanti di chi gusta l’altrui allegria.
Non ho mai consosciuto una persona tanto refrettaria e ontologicamente incapace di mettersi al centro di alcunché… con il risultato di installarsi saldamente nel cuore di chi incontra. La bellezza delle sue parole rimanda sempre a qualcosa più in là.
E non riesci a non desiderare di capire da dove vengono.
E’ per questo che così tanta gente che lo legge prima o poi finisce a Viboldone per il desiderio (non voglio usare la parola curiosità, che è superficiale: è quasi più un’impellenza) di conoscerlo.
E poi ritorni alle parole e ti pare di capire di più la loro bellezza.
Io vivo sempre sui libri, ma non mi è mai capitato, come con Luisito, che un libro faccia succedere “cose”. cioè: dia vita a relazioni. Umane. Vere. Belle. Gratuite.

27 May 2007 - Comments Off - permalink

Dove sono?

Stai visualizzando le pagine con etichetta Remo Bassini.