Cascine

Un giorno Luisito Bianchi mi raccontava della sua tesi di laurea e delle fotografie. All’incontro successivo, poi, sorrideva un poco del mio entusiasmo alla vista di quelle fotografie che nel frattempo aveva recuperato dalla vecchia casa di Vescovato.
In quelle settimane stavo lavorando sull’archivio fotografico della Camera del lavoro; chiesi a don Luisito di poter pubblicare sul sito dell’Archivio storico Cgil, in un fondo separato, anche le sue fotografie delle cascine. Pochi giorni dopo mi venne però un’idea migliore e gli telefonai: ci vuole un “contenitore” nuovo. Appollaiata in cima della scala dell’archivio, proponevo e scartavo nomi (tra i quali ci fece più ridere la “cascinamajara.it”). Poi gli dissi che in realtà il nome l’aveva già inventato lui, tanto tempo fa: Ora Sesta. E così fu.
Non ho potuto fare un lavoro di buona qualità, con le fotografie. Mi mancavano mezzi e conoscenze sulla digitalizzazione. Però oggi esiste una scansione di ogni immagine e un database con le annotazioni – talvolta scarse, altre volte meticolose – di don Luisito sul retro delle stampe e nei raccoglitori.

6 settembre 2005, Vescovato. Il (compianto) fotografo Luigi Ghisleri osserva la macchina fotografica con la quale don Luisito aveva documentato le cascine del cremonese.

31 October 2011 - Comments Off - permalink

23 maggio 2007 – gli ottant’anni di don Luisito

Remo Bassini, Avrei voluto dire: degli occhi di don Luisito

Ieri, domenica, a Viboldone, han festeggiato gli 80 anni di don Luisito Bianchi.
Sono andato nel pomeriggio, mezz’ora.
Poi, a casa, ho cercato di scrivere qualcosa su don Luisito.
E non ci son riuscito.
Lo scrittore di provincia ha preso atto che si è bloccato, che mentre scriveva trovava stupide le sue parole, le sue frasi, le sue riflessioni.
Lo scrittore di provincia, pur prendendo atto del suo fallimento – e tu saresti uno scrittore? – ha però pensato, dopo dieci tentativi almeno, di scrivere ugualmente qualcosa.
L’ha fatto e l’ha inviato a La poesia e lo spirito.

(… avrei voluto scrivere degli occhi di don Luisito; che cercano negli altri, e che imparano dagli altri; che cercano e scavano: in profondità).
(… avrei voluto scrivere degli amici di don Luisito, di chi ha organizzato la festa e non ci è andato, di chi, durante la festa, ha detto: gli amici dell’abbazia di Viboldone, non importa se da vent’anni o da un giorno… avrei voluto spiegarmi meglio, andare più a fondo e non galleggiare così, con parole prese in prestito dal mestiere).

Paola Borgonovo
Sono stata all’altra metà festa. La messa alla mattina e una bella mangiata alla trattoria. con tanti canti: delle mondine, dei partigiani e anche morti di reggio emilia… tante belle barbe bianche e Livia, 2 anni, figlia di Enrica, che sovrintendeva alla celebrazione da capotavola. La più giovane festeggiante…
Luisito ha mangiato come un uccellino, defilato e riservato come suo solito, ma con gli occhi brillanti di chi gusta l’altrui allegria.
Non ho mai consosciuto una persona tanto refrettaria e ontologicamente incapace di mettersi al centro di alcunché… con il risultato di installarsi saldamente nel cuore di chi incontra. La bellezza delle sue parole rimanda sempre a qualcosa più in là.
E non riesci a non desiderare di capire da dove vengono.
E’ per questo che così tanta gente che lo legge prima o poi finisce a Viboldone per il desiderio (non voglio usare la parola curiosità, che è superficiale: è quasi più un’impellenza) di conoscerlo.
E poi ritorni alle parole e ti pare di capire di più la loro bellezza.
Io vivo sempre sui libri, ma non mi è mai capitato, come con Luisito, che un libro faccia succedere “cose”. cioè: dia vita a relazioni. Umane. Vere. Belle. Gratuite.

27 May 2007 - Comments Off - permalink

Madre e figlio

Luisito Bianchi con la madre Daria, nel 1962, anno di Mater et Magistra…

20 May 2006 - Comments Off - permalink

Liberazione

Fabio Turchetti per il suo sito web ha scelto il sottotitolo «Incontri musicali di un pellegrino» come constatazione e augurio per la sua carriera contrassegnata da incontri dialoganti nella musica e nella vita: dalla Palestina al Costa Rica, da Santiago di Compostela a Budapest…

In occasione del 60° della Liberazione – e in omaggio a don Luisito Bianchi  – ha composto – e registrato in forma di “bozza” – questo brano per il nascente «OraSesta».

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«Liberazione»

Immergermi fra i Morti sulla striscia
di rarefatto fuoco che sigilla
il circolo di doni e di tremori
all’orizzonte:

ed è già Resistenza.

Stare su rive di fossi puliti
a ragionare coi corpi dei Morti
di come cresce l’erba e la cicoria
a luna piena:

ed è Liberazione.

Luisito Bianchi, Con i Morti. In Sulla decima sillaba l’accento. Piccola appendice per onorare i Morti della Resistenza nel 50° anniversario della Liberazione, Scuola Tipografica S. Benedetto di Viboldone, 1995, p. 63

23 May 2005 - Comments Off - permalink

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