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La madre guarḍ la sua figliola [...]. Guarḍ i suoi occhi e poi anche la stoffa, senza toccarla neanche con un dito. Fu come fare un salto nel domani: un vederla con i capelli a crocchia, le gambe macchiate dai tafani e gli anni pronunciati dall’addome. A raccogliere le uova nel pollaio, i bambini a tirarle la sottana e il fuoco a chieder legna. Poter fermare il tempo almeno in un vestito… Stupida, le disse forte, ma solo con la bocca. |
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Storie bambine |
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i racconti sono tratti dal blog di Zena Roncada "colfavoredellenebbie" |