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«Figlio di contadini toscani, Remo Bassini nasce il 23 settembre 1956 a Cortona, antica cittadina etrusca; e benché sia un vercellese a tutti gli effetti, del resto “traslocò” quando aveva 2 anni, il legame con la Toscana è rinsaldato da frequenti ritorni. |
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È a Vercelli comunque, che si snoda il suo percorso: gli studi fino al diploma, quindi 7 anni di fabbrica, prima operaio-sindacalista poi studente-operaio-pendolare: nel 1982, infatti, si scrive a Lettere, a Torino. Quindi un altro lavoro, portiere di notte, che gli consente di arrivare a un passo dalla laurea e di coltivare alcune passioni. Come il teatro (passione tardiva, derivata dalla frequentazione, a Torino, di Gian Renzo Morteo: recita così “La vita è sogno” di Calderon de la Barca (Teatro Civico, Vercelli 1988) e “L’uomo dal fiore in bocca” di Pirandello (Auditorium Santa Chiara, Vercelli 1989). Poi la passione che diventa anche il suo mestiere: il giornalismo; nel 1986 inizia a collaborare con La Sesia, storico giornale di Vercelli e provincia, fondato nel 1871. Nel 1988 viene assunto, si occupa di sport e di politica, ma intanto tralascia lo studio. Che riprende nel 1991 con una tesi in Storia del Risorgimento. A La Sesia intanto, sotto la guida del direttore Francesco Brizzolara, Bassini firma alcune inchieste scottanti. Nel 1995 collabora assiduamente anche con L’Indipendente diretto da Daniele Vimercati. Oltre all’attività giornalistica, che culmina con la nomina a capo servizio, e al bowling praticato a livello agonistico, tiene un corso di giornalismo nel carcere di Vercelli e, nel 1996, comincia a scrivere questo libro che contiene richiami alla campagna toscana, agli anni delle lotte sindacali ma ancor più a storie e persone che gravitano attorno alla redazione di un giornale di provincia.» |
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la copertina dell'edizione "La Sesia" |
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Appunti - il blog di Remo Bassini |
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