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«Vien voglia di
avvertire: non lasciatevi ingannare, sotto c'è un trucco. Luisito Bianchi
assicura di aver scritto un libro per ragazzi. E nessuno, ovviamente, può
mettere in dubbio il suo intento di piazzarsi al centro di un crocicchio
di marmocchi e agganciarli attaccando a raccontare storie come lui riesce
a fare benissimo.
Il suo scopo inconfessato, tuttavia, è un altro. E, di fatto, ricavi
l'impressione che il cantastorie sbirci al di là del cerchio spiando
l'arrivo di qualche adulto interessato alla faccenda. Sì, anche gli adulti
sono ammessi a far parte della combriccola, a un patto però: che sappiano
dimostrare di aver conservato un cuore di fanciulli, e relativa ingenuità
e assenza di complicazioni. [...]
Pasqua è diventata un tema obbligato nella predicazione e negli scritti.
Ma spesso si tratta solo di parole rivestite di retorica religiosa,
sgrondanti erudizione o untuoso devozionalismo. Don Luisito Bianchi, per
fortuna, ci restituisce i "segni" che permettono di penetrare nel mistero
della Pasqua (chi ricorda ancora, ad esempio, la legatura delle campane e
il "crepitacolo"?). Per farlo, non esita ad interrogare il passato, a
farlo rivivere e splendere, ripulendolo di tutte le incrostazioni che
colpevolmente gli abbiamo lasciato crescere sopra fino a nasconderlo. E ce
lo restituisce come qualcosa di nuovo, mai visto. Tutto diventa poesia,
canto. Miracolo della risurrezione!» |
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