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19 incontri con la Mater et Magistra

 
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La missione della Chiesa come madre e maestra dei popoli

 
 

Oggi più che mai, si estende la pretesa di «confinare la Chiesa, cieca e muta, nel ritiro del Santuario» (Pio XII, all. al Concistoro del 20 febbraio 1942). Perché la Chiesa vuole intervenire in questioni che non La riguardano? Perché vuole interessarsi di politica e di economia? Non sono questi i campi che competono esclusivamente all’azione dei partiti, dei sindacati, delle società intermedie e dello Stato?

Tu, lavoratore cristiano, senti spesso questa obiezione, soprattutto ad ogni scadenza elettorale. Nella fabbrica, sui treni, sulle corriere che ti portano, ogni giorno, al tuo lavoro, i tuoi amici ti rivolgono l’obiezione e vogliono da te non tanto una risposta quanto una protesta che si unisca alla loro contro l’ingerenza della Chiesa.

Tu, esternamente, non ti lasci affatto intimidire; sai rispondere; ma spesso la tua risposta è come una difesa dell’operato della Chiesa e per questo non convince, anzi provoca il gusto di un nuovo attacco. È poca accortezza voler difendere la Chiesa. Essa non ne ha bisogno. Ha lo Spirito Santo che La difende. Tu devi difendere l’uomo perché è lo stesso uomo che è oggetto di difesa da parte della Chiesa quando Essa scende sul pino temprale.

Impostando così il problema puoi controllare l’obiezione che prima ti sfuggiva dalle mani come un’anguilla perché era solo affermazione polemica e costringere i tuoi obiettori alla difesa perché li porrai davanti a due precise domande:

1) Ha il diritto la Chiesa di difendere l’uomo?

2) I mezzi ch’Essa propone per questa difesa dell’uomo intiero sono veramente efficaci?

Come vedi, dipende dalle risposte a queste domande determinare la legittimità o meno dell’intervento della Chiesa sul piano temporale.

Cerchiamo assieme di dare una risposta.

 
   
 

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In: 19 incontri con la Mater et Magistra.

Edizioni "L'Avvenire del Lavoro", A.C.L.I. Cremona, 1962,

pp. 13-14.

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