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«Come il puntino che salda il cerchio della vita con le sue quattro stagioni, sempre più piccolo man mano che il cerchio si perfeziona fino a diventare un tutt’uno con esso. Càpita quindi di indicare qualsiasi punto del cerchio e dire con sicurezza: è questo il punto che salda tutto, e sono infiniti punti dato che il cerchio è perfetto. Come il respiro, il battito del cuore e delle ciglia in questo preciso momento in cui scrivo salda tutti quelli che sono stati con quelli che verranno.

Per dirvi, cari, che nella perfezione del cerchio che è la vita di ogni uomo, ogni momento è importante quanto il tutto, e che questo sentimento lo si prova nella sua profonda verità quando i ricordi di stagioni lontane diventano memoria, proprio come queste pagine di ricordi sono diventate in me memoria. E la memoria è il puntino impercettibile che salda il cerchio della vita e mi fa dire, come succo di queste storie di vecchio lunario: vivere, ne valeva la pena.»

 
   
 

In: Le quattro stagioni d'un vecchio lunario. (Dìttico vescovatino 1), Scuola Tipografica S. Benedetto di Viboldone, 2000, p. 187