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I miei amici. Diari (1968-1970)

 
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Luigi Preziosi:

Note a margine a  

I miei amici

di Luisito Bianchi

 

Presentazione del libro

30 marzo 2008, Leno (Bs)

Fondazione Dominato Leonense

 
 

 
 

Dopo la “Messa, dell’uomo disarmato”, uno dei testi più ricchi ed ispirati del Novecento, Luisito Bianchi ci regala un altro capolavoro. Ne “I miei amici” l’Autore ci offre la quotidianità della sua esperienza di tre anni di operaio alla Montecatini di Spinetta Marengo, dal 1968 al 1970, in applicazione al suo principio di “trovare sostentamento nel lavoro per essere gratuiti nel ministero”.

Il lettore apprezzerà la passione verso l’uomo, l’amore per una Chiesa che si vorrebbe diversa, i dubbi nei confronti dell’imperscrutabilità del mistero. Giorno dopo giorno, nota dopo nota, non si riesce più a fare a meno di essere coinvolti nelle emozioni e nelle situazioni che sbocciano fra i reparti dell’azienda, in un copione che sembra uscito dalla vis creatrice di Eduardo.

Il triennio descritto è certamente tra i più importanti del dopoguerra: per questo il diario intimo dell’autore diventa presto un prezioso scrigno di conoscenza dove la storia si intreccia con la Storia. Su tutto e tutti Chiesa e Fabbrica, i due palcoscenici di riferimento dove la vita trova il suo senso e dove si alternano speranze e delusioni, allegria e tristezza. Un “giornale dell’anima”, scritto con cuore immenso ed eccelsa penna.

(D.G.)

 
   
 

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In: Viator, n. 7-8/2008 luglio-agosto

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