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l’acqua è il subiectum, sostanza che sostiene,
sostiene anche lo sguardo… “nei nostri occhi è l’acqua che
sogna”
acqua linguistica, elemento che parla di sé
e, tutto ciò che vi si riflette, parla sì da solo
ma anche con la tra-duzione degli occhi di chi lo racconta
acqua declinata, nella fisicità del mare, fiume, pioggia, …
e nella cristallizzazione del diamante, vetro, specchio…
acqua magica… discende dall’alto e torna in alto…
e sembra corrispondenza del cielo
la pozzanghera, testimonianza di questa sua provenienza,
è sosta e movimento, è specchio e riflesso, alto e basso
“le nuvole sono lassù nell’aria immensa, e sono quaggiù, sotto di
noi…”
è colore e contrazione cromatica, allegria e malinconia
“tutti i rossi, tutti i rosa, tutti i gialli, tutti i blu, tutti i
verdi, tutti i violetti sono qua,
in un po’ d’acqua che ci mostra tutto il cielo, tutto lo spazio, tutto
il sogno…”
è segnato dagli dèi colui che cattura tutto ciò,
o meglio, pur vedendo l’oggettiva bellezza dell’oggetto,
lo riprende, “bagnandolo” della sua soggettiva emozione,
del suo temperamento personale,
e ce lo porge in modo più esaustivo rispetto all’originale,
persino negli sfaldamenti d’immagine…
in quanto denota dimestichezza e frequentazione delle emozioni,
le vede, le sente, le identifica e,
mostrandocele, è come se c’invitasse a condividerle con lui…
con “il ritorno” di suscitarne nuove, altre, personali, da
ri-condividere…
se questo non è uno scorrere
“tutto ciò che scorre è liquido... tutto ciò che è liquido è
acqua”
Francesca Ripa |
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