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Remo Bassini Avrei voluto dire: degli occhi di don Luisito
Ieri, domenica, a Viboldone, han festeggiato
gli 80 anni di don Luisito Bianchi. |
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Lo scrittore di provincia ha preso atto che si è bloccato, che mentre scriveva trovava stupide le sue parole, le sue frasi, le sue riflessioni.
Lo scrittore di provincia, pur prendendo
atto del suo fallimento - e tu saresti uno scrittore? - ha però pensato,
dopo dieci tentativi almeno, di scrivere ugualmente qualcosa. |
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(… avrei voluto scrivere degli occhi di don
Luisito; che cercano negli altri, e che imparano dagli altri; che
cercano e scavano: in profondità). |
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Sono stata all’altra metà festa. La
messa alla mattina e una bella mangiata alla trattoria. con tanti canti:
delle mondine, dei partigiani e anche morti di reggio emilia… tante belle
barbe bianche e Livia, 2 anni, figlia di Enrica, che sovrintendeva alla
celebrazione da capotavola. La più giovane festeggiante… Non ho mai consosciuto una persona tanto refrettaria e ontologicamente incapace di mettersi al centro di alcunché… con il risultato di installarsi saldamente nel cuore di chi incontra. La bellezza delle sue parole rimanda sempre a qualcosa più in là. |
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E non riesci a non desiderare di capire da dove vengono.
E’ per questo che così tanta gente che
lo legge prima o poi finisce a Viboldone per il desiderio (non voglio
usare la parola curiosità, che è superficiale: è quasi più un’impellenza)
di conoscerlo. Io vivo sempre sui libri, ma non mi è mai capitato, come con Luisito, che un libro faccia succedere “cose”. cioè: dia vita a relazioni. Umane. Vere. Belle. Gratuite.
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