Di pura grazia

«Avete ricevuto gratuitamente, gratuitamente date» (Mt 10, 8)

«L’annuncio di una salvezza gratuita è credibile solo se
chi lo trasmette si comporta gratuitamente.» (L.B.)

In tre piccoli e-book gli articoli di Luisito Bianchi sulla gratuità del ministero:

Patrimonium pauperum Il lavoro del prete  «Quello che vi ho trasmesso»

Sulle copertine fotografie di Graziano Spinosi: grazie.

13 September 2011 - 0 commenti - permalink

Alla ricerca del significato perduto

«Alla ricerca del significato perduto, potrebbero essere definite queste brevi escursioni nel vocabolario che è normalmente usato in argomenti di carattere religioso (…); per avvicinarci il più possibile al significato originario delle parole, un atto di onestà verso di esse e, se si è convinti che In principio c’è la Parola che produce quel che significa (…).

A certe trasformazioni è difficile per un vecchio fare l’abitudine, ma penso anche per un giovane se, come sarebbe normale, il giovane istintivamente è portato a sospettare sulla genuinità di quanto gli è trasmesso.»

Alla ricerca del significato perduto

7 August 2011 - 0 commenti - permalink

La Resistenza continua

«… È questo il mio modo più vero e profondo per onorare il sangue di coloro che considero i veri Martiri, ossia i veri Testimoni credibili, dato che versarono gratuitamente il loro sangue, senza costrizioni di sorta, senza interessi personali, uomini liberi per la libertà comune. È pure un modo per continuare la Resistenza ad ogni oppressione e ad ogni tentativo di asservire o condizionare la dignità di uomini liberi. Non solo come frutto d’un pellegrinaggio in un giorno di aprile ma come condizione del vivere d’ogni giorno. La Resistenza continua, amici.»

Luisito Bianchi, Resistenza

12 April 2011 - 0 commenti - permalink

Cose vecchie e cose nuove

di Luisito Bianchi

nel nuovo e-book di OraSesta

Fiabette morali

 

Con tutta quell’afa in giro nel cascinale, non si poteva scegliere una giornata migliore per il grande lamento. Cominciò il piccione viaggiatore: “Ormai la mia razza va verso l’estinzione”, si lamentò con l’antenna della televisione che svettava sulla colombaia. “Una volta eravamo noi a portare velocemente le notizie da un angolo all’altro del mondo. Ma ora non serviamo più a nulla. Tu, in un baleno, trasmetti notizie e immagini, e noi scompariremo dimenticati da tutti”. L’antenna non udì nemmeno, tanto era indaffarata a far sorridere un uomo politico. Poi fu il turno della candela, dimenticata in un angolo polveroso della soffitta: “Da anni mi hanno abbandonata qui, fredda e sporca”, si lamentò con la lampadina che la sovrastava a piombo dal soffitto. “La mia cera sta sfaldandosi d’inedia. Dammi un po’del tuo fuoco perché finisca nella luce i miei giorni”. Ma la lampadina era tutta chiusa nel suo splendore e non udì la richiesta d’aiuto. Intanto il pozzo si lamentava col rubinetto dell’acqua corrente in fondo all’aia: “Le mie acque stanno marcendo, la catena è arrugginita, la carrucola non sa più girare. Meglio essere sepolti dalla terra e dimenticare tutte le seti d’uomini e d’animali che ho appagato!”. “Che significa dimenticare?”, chiese il rubinetto e, senza attendere risposta, s’avvitò ermeticamente il capo per non fare entrare né uscire pensiero alcuno. Dal rustico arrivò il lamento del trogolo con la lavatrice: “Ahimè, sono diventato un cimitero di ragni e di mosche. Se ripenso ai giorni del bucato, quando cenere e acqua mi lisciavano la pelle, mi parrebbe benigna sorte essere ridotto in pezzi dal martello”. La lavatrice non disse nulla. Dormiva.

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28 October 2010 - 0 commenti - permalink

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