Luisito Bianchi: Lettera all’amico vescovo

«La giá traballante, per il suo fondamento idilliaco, Théologie du travail, crollava completamente sotto i colpi della realtà che vivevo e che condividevo con i miei compagni, mentre per me prete il lavoro in sé, immettendomi in piena umanità senza più nessun privilegio crericale, acquistava per il prete una dimensione di Chiesa che lo insediava al centro del mistero non extra moenia in qualità di esploratore e di libero battitore. Emarginato, invece, risultai a distanza di tre anni dal gruppetto di preti che cominciavano, con o senza benedizione del loro vescovo, a lavorare in fabbrica e chiamarsi, sull’ondata francese, preti-operai. (…)

Che cosa sarebbe avvenuto nella Chiesa se questi preti, sparuto gruppo ma anche di una certa presa sull’opinione pubblica, fuori e dentro la chiesa, avessero legato il lavoro alla gratuità del ministero come fu all’inizio? Non è una domanda oziosa se si pensa a come il potere religioso li abbia saputo rendere inoffensivi dichiarandosi estranea, e spesso con fondamento, alla problematica che essi prospettavano. Non è, caro amico vescovo, che io ebbi, con tutta la Chiesa che mi sentivo di dentro, con tutta la dimensione ecclesiale che attribuivo, come dissi, al mio lavoro, un indice migliore d’ascolto su questa prospettiva che, ostimatamente, monotomamente, affermavo essere di Chiesa, non mia personale.» (p. 83-85)

Il libro sarà presentato venerdì 29 novembre alle 17,30 presso il Seminario di Cremona (via Milano)

22 November 2013 - Comments Off - permalink

Simon Mago

23 May 2013 - Comments Off - permalink

“La Parola e la mia Terra”

Ricordo di Don Luisito Bianchi nell’anniversario della nascita – 23 Maggio 1927
Sabato 25 Maggio 2013 ore 18.30
Auditorio Scuola Media “Ugo Foscolo” – via F.Corridoni n.1, Vescovato

Partecipano alla serata:

Coro del Liceo Musicale “A. Stradivari” diretto dal prof. Pietro Triacchini, Orchestra del Liceo Musicale “A. Stradivari” diretta dal prof. Simone Porcellini, allieve e professioniste della scuola “Teatrodanza” di Paola Posa, Federico Fattinger, Francesca Montuori, Tea Uggeri, Giulio Gerevini.

Autore: Laura Denti
Direzione artistica e coreografie: Paola Posa
Regia: Alessia Vicardi

11 May 2013 - Comments Off - permalink

Dalla parte dei giusti

Un romanzo di formazione ambientato nell’Italia fascista, a ridosso della guerra. La storia di una vocazione intrecciata agli eventi della Resistenza.

In libreria dal 18 aprile 2013

Il seminarista è stato scritto, stando alle agende che ne contengono la prima stesura, nella prima metà degli anni Settanta ed è rimasto fino a oggi inedito. In accordo con il “Fondo Luisito Bianchi” della Fondazione Dominato Leonense, Sironi lo pubblica – senza modifiche – così come si legge nell’ultima versione dattiloscritta e riletta dall’Autore.
Il seminarista protagonista di questo romanzo attraversa l’ingenuità dell’infanzia ed entra nella drammaticità dell’adolescenza in uno dei periodi più tragici della storia del nostro Paese: dalla vigilia della guerra fino alla Liberazione dai nazifascisti. Sullo sfondo di un’Italia contadina, vediamo maturare la sua vocazione, tormentata dai dubbi che lo spingerebbero verso scelte più immediate e radicali.
Luisito Bianchi narra una storia sincera e commovente – i riferimenti autobiografici sono trasfigurati nella narrazione – in cui non mancano momenti di gioiosa levità, specialmente nel racconto della vita in seminario vissuta dal seminarista bambino.
Nel Seminarista si riconoscono temi, ambienti e personaggi che l’autore ha in seguito sviluppato nel capolavoro La messa dell’uomo disarmato: il fuoco del racconto è il dilemma tra la fedeltà a una vocazione spirituale e il bisogno di partecipare all’evento storico della Resistenza dalla parte dei “giusti”. Senza ideologia ma senza ambiguità, secondo una “regola” che ha improntato l’esistenza stessa dell’autore.

6 April 2013 - Comments Off - permalink

Simon Mago

La prima proposta di vendere per danaro il Dono gratuito dello Spirito fu fatta agli apostoli Simon Pietro e Giovanni dal Mago samaritano Simone (cap. 8 degli Atti degli Apostoli) e venne violentemente ricacciata da Pietro: “Va’ in perdizione, Simone, tu e il tuo danaro”. Allora il Mago, che era già stato battezzato dal diacono Filippo, comprese l’iniquità della sua proposta e supplicò l’intercessione degli apostoli per il perdono di Dio. Su questo orizzonte rappacificato finisce la spericolata avventura di Simon Mago.

Ma apocrifi tardivi di ambiente romano fecero entrare il Simone samaritano in perpetuo contrasto con Pietro fatto romano in una grande sfida che terminò, dopo una sorta di magica ascensione, con lo sfracellamento al suolo dello sfidante.

Eppure, nei 2000 anni di storia della chiesa, la proposta di Simon Mago fu a volte accettata, con la conseguenza che si vendette, palesemente o subdolamente, il Dono gratuitamente ricevuto. È questo il peccato che va sotto il termine di simonia in cui è evidente il riferimento al Simon Mago della leggenda e non a quello della storia degli Atti.

È lecito allora proporre una Nuova Leggenda che veda il Simon Mago impegnato a difendere nella chiesa la trasmissione gratuita del Dono di Dio, in modo che non ci sia più simonia, risultando impossibile ogni riferimento non solo al Simon Mago ma anche, e soprattutto, al Simon Pietro?

Nelle leggende, tutto è possibile.

Ci è parso doveroso presentare “Simon Mago. Azione sacra” di Luisito Bianchi con la quarta di copertina dell’edizione originale (Scuola Tipografica S. Benedetto di Viboldone, S. Giuliano Milanese) curata da don Luisito, nel 2002.

Un ringraziamento Fondo Luisito Bianchi che, attraverso la Fondazione Dominato Leonense, oggi è custode del suo lascito, per aver acconsentito di completare la piccola raccolta di e-book di OraSesta delle opere a loro volta pubblicate “gratuitamente da amici e offerte gratuitamente per amicizia”, a Viboldone.

28 March 2013 - Comments Off - permalink

Qui come altrove – mai soli

In questi giorni ci saranno varie occasioni in cui gli amici di don Luisito Bianchi si raccoglieranno nel suo ricordo. Altri dovranno fare in solitudine il conto dei giorni vissuti senza il suo mite o ironico sorriso a scaldare questo tempo di buio freddo…
In verità senza di lui non siamo mai stati.
Don Luisito avrebbe voluto sì rivoltare il mondo, ma non ha mai preteso di “insegnare” nulla. Eppure, la congruenza tra le sue parole e i suoi gesti è insegnamento: segno impresso che non può diventare souvenir ma ricordo come il pane e il vino, eucharistia, celebrazione quotidiana di gratuità e umanità.

E Dio sa quanto siamo manchevoli, quanto siamo fragili e talvolta persi nei vuoti che si spalancano nelle nostre vite. Ma – qui come altrove – esiste la meravigliosa capacità umana di ascoltare e di condividere, di guarire con la parola o con un gesto – e con la poesia – dolori e rimorsi, paure e solitudini; di riparare i sogni e risuolare i passi, perché «i passi non possono trascorrere senza lasciare un segno».

 *

Qui come altrove, c’è un uomo di parole.
Prima ci sono stati i rami dei pensieri, fitti sullo spartito della fronte, lo scatto rapido del passo, il gesto che non lascia ombre, la piega diritta delle labbra.
Poi il tempo si è mangiato tutto e sono rimaste le parole.
Ancora traversano il cortile della casa vecchia, dentro i saluti lunghi della sera: perdurano nel fischio e nel tepore delle attese sul gradino, a guardare le dalie, il sole dietro l’orto arancio.
Spesso percorrono il giornale del mattino e chiedono di sanare il mondo: fanno sciame in testacuore, nel rimorso dei doveri disattesi e nell’eco dei discorsi per la strada, scelta più lunga per dire le ragioni.
L’uomo di parole arriva all’improvviso, zampa di spinone e ortica, e all’improvviso fugge, in trasparenza.
Si vorrebbe non vederlo scolorire, come certi sbuffi di nuvola o di fumo.
Allora si è svelti ad appendere zavorre.
A fare peso, quanto non si è potuto dire e carezze di speranze nuove.

Zena Roncada

5 January 2013 - 3 commenti - permalink

“Meeting della Carità”

Giovedì 28 giugno 2012 alle ore 21, nella chiesa di S. Leonardo a Vescovato, la Parrocchia S. Leonardo, Azione Cattolica, Caritas parrocchiale e zonale, Circolo Acli “don Giuseppe Mori”, Acli Provinciali organizzano un incontro aperto a tutti per riascoltare don Luisito attraverso il video-documentario del regista Angelo Bonfadini dal titolo La gratuità come scelta di vita e per conoscere da vicino Dialogo in Samaria(con l’aiuto di don Bruno Bignami, presidente della Fondazione don Primo Mazzolari). All’incontro interverranno alcuni amici di “Ora Sesta”.

21 June 2012 - Comments Off - permalink

Dialogo il Samaria

«Questo piccolo libro contiene il commento di Luisito Bianchi all’incontro e al dialogo tra Gesù e la Samaritana che il vangelo di Giovanni colloca a mezzogiorno (l’ora sesta), presso il pozzo di Sychar. Fu pubblicato nel 1967 dal gruppo “Ora sesta”, nato con l’apporto determinante di Luisito mentre era vice assistente nazionale delle Acli. (…)
Quell’edizione oggi è introvabile, se non nei nostri scaffali personali. Il testo, però, si può trovare in versione elettronica sul sito www.orasesta.it (…) Perché allora, ristampare un libro che si può trovare con un semplice clic, almeno per quanti hanno dimestichezza con internet? (…)
Rieditare il Dialogo e farlo circolare tra gli amici è dunque un modo per fare memoria di quei morti nel segno della gratuità [Letizia Corvese e Giorgio Pazzini].
La morte di Luisito, intervenuta mentre insieme preparavamo questa riedizione, ha purtroppo dato nuovo senso alla nostra scelta. Ridare alle stampe questa piccola preziosa opera ci sembra ora anche un modo per ricordare, da amici, l’uomo e il sacerdote; la persona che ha speso tutta la sua vita per annunziare gratuitamente la signoria della Parola, per dirci che essa ci fa liberi, ci fa gioiosi testimoni di qualcosa che abbiamo sperimentato di persona. (…)
Non si tratta di fare memoria statica, olografica ma di accogliere e attualizzare le tante provocazioni che Luisito ci lascia. Di farlo come amici, come persone impegnate nella società e nella Chiesa, ognuno di noi nella sua propria esperienza e originalità, in fedeltà tutti alla signoria della Parola.
A questo proposito sembra a noi di forte attualità, è in grado di interpellare anche oggi più di una coscienza, il richiamo al dialogo tra diversi che ci viene, attraverso il commento di Luisito, dall’incontro tra Cristo e la donna ‘estranea’ di Samaria al pozzo di Sychar, luogo laico per eccellenza.»

Luisito Bianchi, Dialogo in Samaria, Pazzini Editore 2012

20 May 2012 - Comments Off - permalink

Rivive il capolavoro di don Luisito Bianchi

La Fondazione Dominato Leonense presenta

La messa dell’uomo disarmato
cd audio dal romanzo di Luisito Bianchi

Lunedì 23 aprile 2012, ore 21
Sala consigliare di Flero (Bs)
Piazza IV novembre 2

Intervengono la curatrice Maria Elisabetta Marelli, Luigi Pettinati per la Fondazione Dominato Leonense e Vittorio Bellavite, conoscitore della poetica di Luisito Bianchi
Letture sceniche di Anna Goel

La Fondazione Dominato Leonense omaggerà i partecipanti del cd.

Fondazione Dominato Leonense

19 April 2012 - Comments Off - permalink

Luisito Bianchi, a proposito di Thomas Merton

Scrive nel suo Diario il 29 dicembre 1957, a 5 anni dal suo interrogativo sul senso dello scrivere in rapporto al vivere, vissuti intensissimamente fra pagine scritte e attività formative fra gli studenti e i novizi del suo monastero: “In un mondo come il nostro, dalla complicata struttura economica, non si pone più la questione se mio fratello sia un cittadino dello stesso mio paese. Dal momento in cui l’economia di un altro stato è dipendente dagli interessi economici del mio, io sono responsabile per quelli che hanno bisogno e che vivono in quello stato. In che consiste questa responsabilità? A che cosa mi obbliga?” (p. 158 s.).

Sono interrogativi che si rivolge come monaco di vita contemplativa, ma ne sa già la risposta che normalmente viene data e che i suoi superiori puntualmente ripeteranno quando negheranno l’autorizzazione, alla fine del 1962, di pubblicare la raccolta degli articoli sulla pace, perfino dopo la Pacem in terris del 15 aprile 1963 che per fortuna, scriverà all’abate generale, non è dovuta passare attraverso “i nostri censori”: compito di un monaco di vita contemplativa è “pregare”, soffrire. È così che si salva la propria identità, che si da ragione della necessità nella vita della chiesa di una parte “contemplativa” che controbilanci il pericolo della dispersione dietro problemi contingenti. Finché dura la distinzione, come può una persona che si sente “responsabile” dell’altro in stato di bisogno scindere in se stesso tale responsabilità, col pericolo non tanto ipotetico di concorrere alla “cooperazione con coloro che sfruttano”?

in Luisito Bianchi, Essere uomo. A proposito del libro di Thomas Merton “La pace nell’era postcristiana”

15 April 2012 - Comments Off - permalink

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