Forse l’aula

Clara Manganati
Paolo

Biondo, timido, lo sguardo sfuggente, magro e agile, non sa stare mai fermo. Forse ha un tic, e sbatte le ciglia, non ti guarda mentre provi a parlargli. Scrive male, il quaderno strappato, stropicciato dai fratelli minori. È vivace ma sembra impaurito, non sappiamo quasi niente di lui. Ha dei lividi, noi ci preoccupiamo, sembra un pugno, anzi lo è. Anche il preside adesso è al corrente: si dovrebbe avvertire qualcuno che provveda, che intervenga in famiglia. Ma il quartiere è dei più disgraziati, l’assistente sociale è oberata. E pensiamo che sarebbe tremendo se, allertata, lo togliesse da lì. Un affido a gente migliore, sola strada, ma triste e avvilente. Ed il padre, che è stato chiamato, non arriva, è evidente perché.
Poi un giorno facciamo una gara: consultiamo insieme una mappa con le strade di tutta Milano. Chi è più svelto a trovare la via o la piazza che ho nominato avrà un premio: un applauso da tutta la classe e un bel voto sul registro e il quaderno. Ed è Paolo il più bravo di tutti, ce l’ha fatta, è tutto sudato. Bravo, davvero sei bravo: non importa se fai tanti errori, se non sai seguire le righe. Con la mappa però ci sai fare.
E decido di chiamare suo padre: sul diario, senza dirlo a nessuno, non al preside o alla segreteria. Ho piacere di parlare con lei, venga a scuola, quando vuole, io l’aspetto. E alla fine, è già quasi estate, l’uomo arriva e bussa alla porta. È   dimesso, di aspetto modesto, ha lasciato per poco il cantiere. E si aspetta che io mi lamenti, che lo accusi, è già pronto a mentire. Al contrario: Paolo è bravo, è gentile, ne può andare davvero orgoglioso. Ci stringiamo la mano e lui dice di come sia duro il lavoro; di come, tornando la sera, sia irritato dai suoi tre bambini, dagli strilli e dai loro litigi e di come lui allunghi le mani. La capisco, ma abbia riguardo, il suo Paolo è davvero speciale.
Ed ammetto che, dopo tanti anni, è di Paolo che ho il ricordo più vivo: dei suoi occhi sempre sfuggenti, dei capelli non sempre puliti, dei suoi rari incerti sorrisi.

da Clara Manganati, Forse l’aula, Apostrofo ed., 2012

17 June 2012 - Comments Off - permalink

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