Luisito Bianchi: Lettera all’amico vescovo

«La giá traballante, per il suo fondamento idilliaco, Théologie du travail, crollava completamente sotto i colpi della realtà che vivevo e che condividevo con i miei compagni, mentre per me prete il lavoro in sé, immettendomi in piena umanità senza più nessun privilegio crericale, acquistava per il prete una dimensione di Chiesa che lo insediava al centro del mistero non extra moenia in qualità di esploratore e di libero battitore. Emarginato, invece, risultai a distanza di tre anni dal gruppetto di preti che cominciavano, con o senza benedizione del loro vescovo, a lavorare in fabbrica e chiamarsi, sull’ondata francese, preti-operai. (…)

Che cosa sarebbe avvenuto nella Chiesa se questi preti, sparuto gruppo ma anche di una certa presa sull’opinione pubblica, fuori e dentro la chiesa, avessero legato il lavoro alla gratuità del ministero come fu all’inizio? Non è una domanda oziosa se si pensa a come il potere religioso li abbia saputo rendere inoffensivi dichiarandosi estranea, e spesso con fondamento, alla problematica che essi prospettavano. Non è, caro amico vescovo, che io ebbi, con tutta la Chiesa che mi sentivo di dentro, con tutta la dimensione ecclesiale che attribuivo, come dissi, al mio lavoro, un indice migliore d’ascolto su questa prospettiva che, ostimatamente, monotomamente, affermavo essere di Chiesa, non mia personale.» (p. 83-85)

Il libro sarà presentato venerdì 29 novembre alle 17,30 presso il Seminario di Cremona (via Milano)

22 November 2013 - Comments Off - permalink

Ritratti

Ennio Serventi è il “vecchio” più giovane che io conosca. Penso di sapere qual è il suo “segreto”: la passione. Lo so, la parola evoca anche dolore, ma così è, infatti, nelle vite vissute con autentica partecipazione, così è nelle vite “da compagni”. La condivisione della sorte altrui non avviene senza lasciare cicatrici.
Ennio Serventi ci regala tre ritratti: accompagna tre uomini conosciuti sul lavoro dall’officina alla pensione, a quel momento dell’esistenza che non sembra poi “quella meta così bella come la si immagina quando si è giovani ed il suo raggiungimento lo si identifica come una vittoria sul lavoro e sul tempo. A quel traguardo il tempo è scaduto e quel che resta non rinnova né sostituisce la pienezza del passato”.
Ennio Serventi, attraverso la scrittura, riconquista la “pienezza del passato”. Per sé, per gli uomini ritratti, per noi.

27 May 2013 - Comments Off - permalink

Simon Mago

23 May 2013 - Comments Off - permalink

“La Parola e la mia Terra”

Ricordo di Don Luisito Bianchi nell’anniversario della nascita – 23 Maggio 1927
Sabato 25 Maggio 2013 ore 18.30
Auditorio Scuola Media “Ugo Foscolo” – via F.Corridoni n.1, Vescovato

Partecipano alla serata:

Coro del Liceo Musicale “A. Stradivari” diretto dal prof. Pietro Triacchini, Orchestra del Liceo Musicale “A. Stradivari” diretta dal prof. Simone Porcellini, allieve e professioniste della scuola “Teatrodanza” di Paola Posa, Federico Fattinger, Francesca Montuori, Tea Uggeri, Giulio Gerevini.

Autore: Laura Denti
Direzione artistica e coreografie: Paola Posa
Regia: Alessia Vicardi

11 May 2013 - Comments Off - permalink

Dalla parte dei giusti

Un romanzo di formazione ambientato nell’Italia fascista, a ridosso della guerra. La storia di una vocazione intrecciata agli eventi della Resistenza.

In libreria dal 18 aprile 2013

Il seminarista è stato scritto, stando alle agende che ne contengono la prima stesura, nella prima metà degli anni Settanta ed è rimasto fino a oggi inedito. In accordo con il “Fondo Luisito Bianchi” della Fondazione Dominato Leonense, Sironi lo pubblica – senza modifiche – così come si legge nell’ultima versione dattiloscritta e riletta dall’Autore.
Il seminarista protagonista di questo romanzo attraversa l’ingenuità dell’infanzia ed entra nella drammaticità dell’adolescenza in uno dei periodi più tragici della storia del nostro Paese: dalla vigilia della guerra fino alla Liberazione dai nazifascisti. Sullo sfondo di un’Italia contadina, vediamo maturare la sua vocazione, tormentata dai dubbi che lo spingerebbero verso scelte più immediate e radicali.
Luisito Bianchi narra una storia sincera e commovente – i riferimenti autobiografici sono trasfigurati nella narrazione – in cui non mancano momenti di gioiosa levità, specialmente nel racconto della vita in seminario vissuta dal seminarista bambino.
Nel Seminarista si riconoscono temi, ambienti e personaggi che l’autore ha in seguito sviluppato nel capolavoro La messa dell’uomo disarmato: il fuoco del racconto è il dilemma tra la fedeltà a una vocazione spirituale e il bisogno di partecipare all’evento storico della Resistenza dalla parte dei “giusti”. Senza ideologia ma senza ambiguità, secondo una “regola” che ha improntato l’esistenza stessa dell’autore.

6 April 2013 - Comments Off - permalink

La bottega della dimenticanza di Mario Bianco

acquarelli della mostra Oblivion store

A proposito della mostra a Torino (13 marzo – 6 aprile 2013)
Augusto Montaruli su Ottoinforma

16 March 2013 - Comments Off - permalink

Qui come altrove – mai soli

In questi giorni ci saranno varie occasioni in cui gli amici di don Luisito Bianchi si raccoglieranno nel suo ricordo. Altri dovranno fare in solitudine il conto dei giorni vissuti senza il suo mite o ironico sorriso a scaldare questo tempo di buio freddo…
In verità senza di lui non siamo mai stati.
Don Luisito avrebbe voluto sì rivoltare il mondo, ma non ha mai preteso di “insegnare” nulla. Eppure, la congruenza tra le sue parole e i suoi gesti è insegnamento: segno impresso che non può diventare souvenir ma ricordo come il pane e il vino, eucharistia, celebrazione quotidiana di gratuità e umanità.

E Dio sa quanto siamo manchevoli, quanto siamo fragili e talvolta persi nei vuoti che si spalancano nelle nostre vite. Ma – qui come altrove – esiste la meravigliosa capacità umana di ascoltare e di condividere, di guarire con la parola o con un gesto – e con la poesia – dolori e rimorsi, paure e solitudini; di riparare i sogni e risuolare i passi, perché «i passi non possono trascorrere senza lasciare un segno».

 *

Qui come altrove, c’è un uomo di parole.
Prima ci sono stati i rami dei pensieri, fitti sullo spartito della fronte, lo scatto rapido del passo, il gesto che non lascia ombre, la piega diritta delle labbra.
Poi il tempo si è mangiato tutto e sono rimaste le parole.
Ancora traversano il cortile della casa vecchia, dentro i saluti lunghi della sera: perdurano nel fischio e nel tepore delle attese sul gradino, a guardare le dalie, il sole dietro l’orto arancio.
Spesso percorrono il giornale del mattino e chiedono di sanare il mondo: fanno sciame in testacuore, nel rimorso dei doveri disattesi e nell’eco dei discorsi per la strada, scelta più lunga per dire le ragioni.
L’uomo di parole arriva all’improvviso, zampa di spinone e ortica, e all’improvviso fugge, in trasparenza.
Si vorrebbe non vederlo scolorire, come certi sbuffi di nuvola o di fumo.
Allora si è svelti ad appendere zavorre.
A fare peso, quanto non si è potuto dire e carezze di speranze nuove.

Zena Roncada

5 January 2013 - 3 commenti - permalink

“Meeting della Carità”

Giovedì 28 giugno 2012 alle ore 21, nella chiesa di S. Leonardo a Vescovato, la Parrocchia S. Leonardo, Azione Cattolica, Caritas parrocchiale e zonale, Circolo Acli “don Giuseppe Mori”, Acli Provinciali organizzano un incontro aperto a tutti per riascoltare don Luisito attraverso il video-documentario del regista Angelo Bonfadini dal titolo La gratuità come scelta di vita e per conoscere da vicino Dialogo in Samaria(con l’aiuto di don Bruno Bignami, presidente della Fondazione don Primo Mazzolari). All’incontro interverranno alcuni amici di “Ora Sesta”.

21 June 2012 - Comments Off - permalink

Dialogo il Samaria

«Questo piccolo libro contiene il commento di Luisito Bianchi all’incontro e al dialogo tra Gesù e la Samaritana che il vangelo di Giovanni colloca a mezzogiorno (l’ora sesta), presso il pozzo di Sychar. Fu pubblicato nel 1967 dal gruppo “Ora sesta”, nato con l’apporto determinante di Luisito mentre era vice assistente nazionale delle Acli. (…)
Quell’edizione oggi è introvabile, se non nei nostri scaffali personali. Il testo, però, si può trovare in versione elettronica sul sito www.orasesta.it (…) Perché allora, ristampare un libro che si può trovare con un semplice clic, almeno per quanti hanno dimestichezza con internet? (…)
Rieditare il Dialogo e farlo circolare tra gli amici è dunque un modo per fare memoria di quei morti nel segno della gratuità [Letizia Corvese e Giorgio Pazzini].
La morte di Luisito, intervenuta mentre insieme preparavamo questa riedizione, ha purtroppo dato nuovo senso alla nostra scelta. Ridare alle stampe questa piccola preziosa opera ci sembra ora anche un modo per ricordare, da amici, l’uomo e il sacerdote; la persona che ha speso tutta la sua vita per annunziare gratuitamente la signoria della Parola, per dirci che essa ci fa liberi, ci fa gioiosi testimoni di qualcosa che abbiamo sperimentato di persona. (…)
Non si tratta di fare memoria statica, olografica ma di accogliere e attualizzare le tante provocazioni che Luisito ci lascia. Di farlo come amici, come persone impegnate nella società e nella Chiesa, ognuno di noi nella sua propria esperienza e originalità, in fedeltà tutti alla signoria della Parola.
A questo proposito sembra a noi di forte attualità, è in grado di interpellare anche oggi più di una coscienza, il richiamo al dialogo tra diversi che ci viene, attraverso il commento di Luisito, dall’incontro tra Cristo e la donna ‘estranea’ di Samaria al pozzo di Sychar, luogo laico per eccellenza.»

Luisito Bianchi, Dialogo in Samaria, Pazzini Editore 2012

20 May 2012 - Comments Off - permalink

Per una tutela gratuita

Il cinque per mille della tua dichiarazione dei redditi può essere devoluto ad Avvocato di strada Onlus.
In Italia ogni giorno sempre più persone finiscono inaspettatamente in strada. E’ sufficiente la perdita di un lavoro, il sopraggiungere di una malattia o la rottura di un matrimonio e se non c’è un contesto amicale o familiare a fare da scudo possono spalancarsi le porte della strada per chiunque. Oggi fra le persone senza dimora troviamo italiani e stranieri, laureati e analfabeti, giovani disoccupati e anziani con la pensione al minimo, che non avrebbero mai pensato di trovarsi in una simile situazione, che hanno pochi strumenti per risollevarsi e precipitano in breve in una spirale verso il basso.
Grazie a più di settecento legali volontari di tutta Italia, dal 2001 Avvocato di strada ogni anno difende e tutela gratuitamente queste persone. Chi subiva quotidianamente soprusi di ogni genere senza potersi difendere e vedeva negati i propri diritti fondamentali, oggi può essere tutelato e aiutato a tornare ad una vita comune.
Come organizzazione di volontariato che offre la propria tutela gratuitamente Avvocato di strada non ha la possibilità di autofinanziare le proprie attività ma ogni anno c’è un modo semplice per aiutarci, inserendo nella propria dichiarazione dei redditi (CUD, 730 e UNICO) il nostro Codice Fiscale: 91280340372

6 May 2012 - Comments Off - permalink

Dove sono?

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