Al seguito degli dei felici

9 November 2014 Comments Off

Lettura di un sarcofago di epoca romana conservato a Baltimore, nella Walters Art Gallery

di Gianpietro Torresani

“Questo, io credo, voleva dire l’autore del sarcofago, o il suo commit-tente voleva che egli esprimesse con immagini: se Pan è colui che dà la sapienza attraverso il logos, è giusto che sia lui a sostenere Dioniso nel suo cammino di vero sapiente, come mostra il suo gesto nella parte di sinistra. Ed è altrettanto giusto che a lui sia dato, nella parte destra, di mostrare a tutti la verità, che non è il sonno di Arianna abbandonata a Nasso da Teseo, ma la sua morte. (…)
È dunque attraverso il filtro del platonismo che va letta la lastra centrale del nostro sarcofago (…).
Nel Fedro egli racconta (è il grande discorso di Socrate nella terza parte del dialogo) di come le anime umane, nell’Iperuranio, volino al seguito delle schiere degli dèi felici, ciascuna al seguito del proprio dio, cercando di raggiungere la “Pianura della Verità“ e di come invece cadano sulla terra trascinatevi dal secondo cavallo del loro carro, quello “storto, grosso, mal formato, di dura cervice, di collo massiccio, di naso schiacciato, di pelo nero, di occhi grigi iniettati di sangue, amico della protervia e dell’impostura, villoso intorno alle orecchie, sordo, che a stento ubbidisce ad una frusta fornita di pungoli”. E continua raccontando come, non essendo più in grado di seguire il dio, riempitasi di dimenticanza e di malvagità, l’anima si appesantisca e, perdute le ali, cada sulla terra, incarnandosi per molti anni via via in molti corpi mortali. Da questa miserevole condizione, egli dice, si riscatterà col tempo, soltanto se sarà capace, attraverso l’esperienza dell’amore, di ricordare il suo antico passato glorioso, di riprendere le ali e di tornare quindi alata e leggera, a volare nell’Iperuranio, al seguito degli dèi felici.”

(Il testo completo in formato pdf.)

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