La vecchia “cokeria”

24 February 2013 Comments Off

La vecchia “cokeria” di Cremona – vogliamo chiamarla “fabbrica di gas”? – pareva destinata a scomparire, ad essere demolita. Ennio Serventi prese carta e penna – poi incaricò un amico a fare qualche fotografia – per immortalare un luogo, un edificio, ma insieme anche un lavoro e i lavoratori. Di più: fissò con la parola scritta le parole dette che spesso svaniscono insieme ai lavori “superati”. E così la “storta” continuerà ad evocare la fatica degli uomini accanto alle bocche di fuoco che divorano carbone e vita.

«Affinché, almeno nella memoria, non si obliteri quel luogo» – scrive. Una scelta lessicale davvero suggestiva. Ob-literare, cancellare una lettera, creare un buco, ma anche – per “assonanza” – lasciar cadere nell’oblio. Una parola a rivendicare il ruolo della scrittura affinché luoghi, saperi e uomini non muoiano, “almeno nella memoria”.

Ennio Serventi, La “cokeria”

Questa storia è stata scritta qualche anno fa. Era il tempo di quando “si avanzava l’idea di costruire un “polo tecnologico” sulle aree adiacenti al campo “Zini”. Gli uffici comunali ipotizzavano che la vecchia “cokeria” di via Cardinal Massaia (che qualcuno, sbagliando, identifica come la “Carbonifera”) potesse anche essere demolita. La prospettiva della scomparsa definitiva di quel sito ha sollecito una visita affinché, almeno nella memoria, non si obliteri quel luogo al quale sono legato da ricordi d’adolescente e non solo. La struttura è imponente, sembra che sia l’unica ancora presente nell’Italia del nord. L’area circostante, nonostante alcune manomissioni, manteneva una sua integrità, bisognava inventare qualche cosa che la salvaguardasse integralmente. L’idea del “polo tecnologico” tramontò, non se ne fece niente. Ma su quell’area piccone e cemento hanno compiuto il loro esercizio e oggi le ACLI cremonesi vi hanno trasferito i propri uffici.

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