Storie di adolescenti e di altra gente di città

2 February 2013 Comments Off

“La città non dice il suo passato” – scrive Italo Calvino ne La città di Zaira –, “lo contiene come le linee d’una mano, scritto negli spigoli delle vie, nelle griglie delle finestre, negli scorrimano delle scale…”
E certi “cronisti di altri tempi” hanno la capacità di non raccontare soltanto storie e la Storia, ma di “leggere la mano” della città. Ennio Serventi è uno di loro.
Nel suo racconto-lettura la città è cornice collettiva di eventi evocati con uno sguardo che passa oltre l’esperienza individuale.
Le città spesso trasformate seguendo i tracciati dell’interesse privato hanno perso tanti muri dove proiettare una condivisa memoria di sé; la corrosione di una memoria collettiva spiana il terreno per una ricostruzione materiale e “ideale” senza le fondamenta nella coesione sociale.
Dunque “fondamentale” ci sembra ogni racconto che restituisce vita alle pietre, agli uomini e alle donne, alle “linee d’una mano” della Città.

Ennio Serventi, L’eco dello sciopero del 1948.
Storie di adolescenti e di altra gente di città

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