Qui come altrove – mai soli

5 January 2013 - 3 commenti

In questi giorni ci saranno varie occasioni in cui gli amici di don Luisito Bianchi si raccoglieranno nel suo ricordo. Altri dovranno fare in solitudine il conto dei giorni vissuti senza il suo mite o ironico sorriso a scaldare questo tempo di buio freddo…
In verità senza di lui non siamo mai stati.
Don Luisito avrebbe voluto sì rivoltare il mondo, ma non ha mai preteso di “insegnare” nulla. Eppure, la congruenza tra le sue parole e i suoi gesti è insegnamento: segno impresso che non può diventare souvenir ma ricordo come il pane e il vino, eucharistia, celebrazione quotidiana di gratuità e umanità.

E Dio sa quanto siamo manchevoli, quanto siamo fragili e talvolta persi nei vuoti che si spalancano nelle nostre vite. Ma – qui come altrove – esiste la meravigliosa capacità umana di ascoltare e di condividere, di guarire con la parola o con un gesto – e con la poesia – dolori e rimorsi, paure e solitudini; di riparare i sogni e risuolare i passi, perché «i passi non possono trascorrere senza lasciare un segno».

 *

Qui come altrove, c’è un uomo di parole.
Prima ci sono stati i rami dei pensieri, fitti sullo spartito della fronte, lo scatto rapido del passo, il gesto che non lascia ombre, la piega diritta delle labbra.
Poi il tempo si è mangiato tutto e sono rimaste le parole.
Ancora traversano il cortile della casa vecchia, dentro i saluti lunghi della sera: perdurano nel fischio e nel tepore delle attese sul gradino, a guardare le dalie, il sole dietro l’orto arancio.
Spesso percorrono il giornale del mattino e chiedono di sanare il mondo: fanno sciame in testacuore, nel rimorso dei doveri disattesi e nell’eco dei discorsi per la strada, scelta più lunga per dire le ragioni.
L’uomo di parole arriva all’improvviso, zampa di spinone e ortica, e all’improvviso fugge, in trasparenza.
Si vorrebbe non vederlo scolorire, come certi sbuffi di nuvola o di fumo.
Allora si è svelti ad appendere zavorre.
A fare peso, quanto non si è potuto dire e carezze di speranze nuove.

Zena Roncada

§ 3 commenti a Qui come altrove – mai soli"

  • linodigianni says:

    che bel regalo d’anno nuovo trovare il pdf di zena..grazie molte, molte anche per la cura grafica dell’impaginazione

  • zena roncada says:

    cara Terez, questo è il dono più bello.
    Essere ospiti di Ora Sesta regala dolcezza: è come stare nella casa del padre, fatta di gesti nel segno dell’accoglienza e della gratuità. Quei gesti che ho ritrovato nella mia famiglia, in Don Luisito e in te.
    Con commozione, grazie.
    zena

  • orasesta says:

    Come nella casa del padre, sì.
    E’ da ieri sera che penso a una risposta coerente, Zena, ma l’essere compresa in quella “triade” mi toglie pure il respiro. So, però, che restarne degna è un dolce imperativo.

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