Dei piccoli insignificanti malesseri

21 February 2012 1 commento

«Dietro ci sono i nostri nomi larghi, con le vocali, le timide vocali incastrate nel mezzo dei suoni secchi e onesti. Ci sono i capelli, dietro, e le ciglia, e le braccia, le piccole dita dei piedi e tutte le tazzine sporche di caffè coi fondi che vorrebbero parlare di un futuro incerto. Dietro c’è il cielo, che è un grande mentitore, ci sono le notti coi pulsanti sogni, e i tradimenti, e il nostro sangue, diramazioni capillari, e un fiume che trova la via del mare, la trova sempre. Le bugie e le verità, ci sono dietro, a ciascuno le sue, unite in un coro muto come se tutto il mondo fosse diventato sordo.»

Piera Ventre

Dei piccoli insignificanti malesseri, talvolta, si prendono gioco di noi. Piccoli perché non sempre i dolori si dicono. E malesseri perché capita che non siano veri e propri dolori, ma mali d’essere, marchi di fabbrica. Ché forse, quando ho dato il titolo a questa trilogia di racconti, avevo in mente De Gregori coi suoi piccoli dolori “…passano ad uno ad uno, tutti i miei vizi in croce, e ti vorrei parlare, ma ho perduto la voce…”

Il fatto poi che, a causa di quel piano inclinato su cui muoviamo i nostri incerti passi, da insignificanti quali erano, questi cronici dispiaceri diventino la caletta ombrosa sulla quale si arenano, stratificando, spettri e inconcludenze, rimpianti e rancori, le occasioni perdute e tutto ciò che avremmo voluto essere e non siamo riusciti a diventare, mi ha fatto pensare a certe esistenze opache, a certe tragedie che deflagrano, apparentemente, senza annunciazione, per cui, dopo, gli intervistati ai telegiornali, parlando dei loro vicini improvvisamente folli, si affannano sempre a dire, sembrava una persona normale.

La soglia, quella tra l’irreprensibilità d’un’esistenza riconducibile ad un’accettabilità conclamata e la devianza, mi chiedo da tempo, quale sia. Non trovo confini netti. Siamo in bilico, continuamente, in quella terra grigia, non bianca, non nera, che è il pericolo del passo che può, comunque, tracimare nel campo minato dello scarto. “…ho un vuoto nel futuro, un morso nella memoria. Cicala nel cervello, granchio fra le lenzuola…”

*

Appoggio tra i libri di oraSesta anche la versione “libro digitale-ePub” dei piccoli insignificanti malesseri di Piera Ventre.  Queste (sue) parole di presentazione sono state salvate dalla ormai affondata piattaforma splinder. t.m.

§ 1 commento a Dei piccoli insignificanti malesseri

  • idakrot says:

    Mi piace la struttura e l’idea del “malessere”che non è dolore ma poi diventa altro di pesante e molto.

Dove sono?

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