Cose vecchie e cose nuove

28 October 2010 Comments Off

di Luisito Bianchi

nel nuovo e-book di OraSesta

Fiabette morali

 

Con tutta quell’afa in giro nel cascinale, non si poteva scegliere una giornata migliore per il grande lamento. Cominciò il piccione viaggiatore: “Ormai la mia razza va verso l’estinzione”, si lamentò con l’antenna della televisione che svettava sulla colombaia. “Una volta eravamo noi a portare velocemente le notizie da un angolo all’altro del mondo. Ma ora non serviamo più a nulla. Tu, in un baleno, trasmetti notizie e immagini, e noi scompariremo dimenticati da tutti”. L’antenna non udì nemmeno, tanto era indaffarata a far sorridere un uomo politico. Poi fu il turno della candela, dimenticata in un angolo polveroso della soffitta: “Da anni mi hanno abbandonata qui, fredda e sporca”, si lamentò con la lampadina che la sovrastava a piombo dal soffitto. “La mia cera sta sfaldandosi d’inedia. Dammi un po’del tuo fuoco perché finisca nella luce i miei giorni”. Ma la lampadina era tutta chiusa nel suo splendore e non udì la richiesta d’aiuto. Intanto il pozzo si lamentava col rubinetto dell’acqua corrente in fondo all’aia: “Le mie acque stanno marcendo, la catena è arrugginita, la carrucola non sa più girare. Meglio essere sepolti dalla terra e dimenticare tutte le seti d’uomini e d’animali che ho appagato!”. “Che significa dimenticare?”, chiese il rubinetto e, senza attendere risposta, s’avvitò ermeticamente il capo per non fare entrare né uscire pensiero alcuno. Dal rustico arrivò il lamento del trogolo con la lavatrice: “Ahimè, sono diventato un cimitero di ragni e di mosche. Se ripenso ai giorni del bucato, quando cenere e acqua mi lisciavano la pelle, mi parrebbe benigna sorte essere ridotto in pezzi dal martello”. La lavatrice non disse nulla. Dormiva.

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