«Piuttosto morire»

14 September 2010 Comments Off

«A questo punto debbo confessare la mia fatica, quasi una ripulsa di scoraggiamento, una nausea a ripetere quanto ho detto e scritto infinite volte, in quaranta anni, ossia quanto per pura grazia è diventato un convincimento esistenziale, un tutt’uno con l’esercizio, in spe e di fatto, del mio ministero della Parola e dell’Eucaristia a cui sono stato ordinato 60 anni fa, al punto da essere disposto a rinunciare ad esercitarlo nel caso fossi stato costretto a ricevere per esso una retribuzione.

So che anche solo l’ipotesi è assurda perché non avrebbe nessun conforto di dottrina e di tradizione da parte della stessa Chiesa, e l’eventuale decisione di obbligarmi potrebbe essere considerata un abuso di potere e quindi invalidata.

L’ipotesi però l’ho dovuta fare perché è stato introdotto un principio nel concordato del 1987 per il quale il prete a servizio della diocesi, nel momento dell’ordinazione entra ipso facto nell’istituto per il sostentamento del clero e riceve regolarmente la retribuzione, impedendo così di esercitare gratuitamente il ministero.

La cosa è piuttosto seria se si pensa che, qualche tempo fa, prima dell’anno paolino, un responsabile a livello nazionale di questo istituto e un eminente biblista, con meno rozzezza certo, potevano vedere in san Paolo che raccoglie fondi per i poveri della Chiesa di Gerusalemme un precursore dell’opera di tale istituto.

Comunque, per quanto m’è dato conoscere di quanto è stato scritto su san Paolo in quest’anno giubilare, si è saltato a piè pari addirittura il fatto che san Paolo lavorava, per non essere forse costretti a chiedersi il perché di tale scelta, ed imbattersi nel grido di 1 Cor 9, 15 del “piuttosto morire” che ricevere qualche cosa in cambio del suo “apostolato”, non foss’altro che la facoltà di essere a carico della comunità nel tempo dell’evangelizzazione itinerante [...].»


Per espressa volontà di don Luisito Bianchi, OraSesta pubblica – in formato pdf – il libretto contenente gli articoli scritti per la rivista Viator nell’anno paolino indetto dal papa Benedetto XVI (28 giugno 2008 – 29 giugno 2009): Paolo, che dici di te stesso?

La spalla destra rotta può impedirgli, ora, l’uso della mano ma nulla può e nulla deve impedire che giunga la sua voce, la Parola gratuitamente ricevuta e gratuitamente trasmessa lungo un’esemplare vita sotto la stella polare della coerenza.

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