Luigi Ghisleri

22 February 2010 Comments Off

1936-2010

Luigi è stato molto più di un amico, presente e rispettoso ci ha guidati in un’avventura culturale durata a lungo nel tempo, che ha lasciato in noi tracce incancellabili.

Con lui abbiamo lavorato in gruppo, animati da interessi condivisi e di entusiasmi via via più maturi, abbiamo condotto ricerche, promosso iniziative sul territorio, riconoscendogli il ruolo di intellettuale autentico, onesto, rigoroso.
A lui va il merito di aver coordinato, con lucidità di pensiero e metodo, una proposta culturale che prefiggeva la crescita individuale e collettiva di soggetti attivi e costruttivi in una realtà storico-sociale in rapida trasformazione.
Ci ha insegnato ad analizzare il contesto ambientale in relazione alle vicende della vita quotidiana andando oltre gli stereotipi e le apparenze, a guardare più in profondità per cogliere i nessi tra le nostre radici storiche e il tempo presente.
A lui esprimiamo tutta la nostra gratitudine per aver voluto renderci partecipi della sua passione, per aver accolto e valorizzato i nostri contributi di idee e di impegno ed averli tradotti in un’opera di documentazione sistematica ed unica.
Il suo percorso di ricercatore sensibile e attento è stato caratterizzato da una curiosità viva e sempre rinnovata, paragonabile solo a quella di un bambino e da un bisogno profondo di comunicare e divulgare le sue scoperte.
Lo ricorderemo in tutta la sua umanità, pieno di proposte, di foglietti con le sue annotazioni, sommerso di bozze e prove di stampa, teso per la buona riuscita di una mostra o di una pubblicazione, sorridente per un progetto andato in porto e già pronto a ripartire per un altro.
Per questo suo modo di essere gli abbiamo voluto bene ed è diventato una presenza costante e significativa della nostra quotidianità nonostante negli ultimi anni la malattia lo avesse messo a dura prova.
Ricambiamo l’affetto che ci ha sempre dimostrato e lo abbracciamo per l’ultima volta.
Gli amici di Persico Dosimo24 febbraio 2010

 

Le trasformazioni del mondo agricolo nelle fotografie di Luigi Ghisleri
Il contributo della fotografia nella ricerca storico-sociale

 

«Nonostante la profonda suggestione, anche romantica, della tematica relativa alle cascine, pochissimi sono stati … in argomento i contributi sistematici degni di essere citati. Fanno eccezione, in provincia, i lavori promossi dall’Archivio del Movimento operaio e contadino di Persico Dosimo con le fotografie di Luigi Ghisleri, lavori umili e eccellenti insieme, quanto mai accattivanti e piacevoli, nonostante la modestia dell’apparato e della veste tipografica.» A scrivere questo è l’architetto Michele de Crecchio, nel testo che accompagna le immagini di Luigi Ghisleri ne «Il paesaggio della cascina» (Cremona, 2003).
Ghisleri inizia a fotografare le cascine del cremonese alla metà degli anni 60, fotografando di fatto la trasformazione del paesaggio agrario: lo svuotamento delle cascine durante l’esodo dei braccianti verso la città e il lavoro nuovo, il cambio d’uso e d’aspetto architettonico – conseguente alle mutate esigenze produttive – di quel complesso edilizio.
Nella cascina, per Luigi Ghisleri, viene rispecchiata «il lavoro dei capimastri, dei carpentieri, dei muratori, degli artigiani; una grande capacità costruttiva, un sapere, una cultura ereditata dal passato che ogni generazione ha arricchito con la propria esperienza e nuove conoscenze». La fotografia non può essere strumento sufficiente per documentare questa realtà: nasce così la ricerca pubblicata poi nel volume «Una famiglia contadina racconta. La vita e il lavoro nella cascina dai primi del Novecento al secondo dopoguerra» (Cremona, 2000, in collaborazione con ARCI e Amministrazione Provinciale), dopo alcune pubblicazioni dedicate alle immagini: Cremona tra città e campagna (1987), Cascine: l’architettura, il paesaggio, la storia (Libreria Ponchielli, Cremona, 1991) La fabbrica contadina, (Libreria Ponchielli, 1993).
«È forse presto per dare un senso compiuto alla storia dell’agricoltura di questi due secoli; pure gli interrogativi e le esigenze di maggiore conoscenza incalzano. Anche per prevenire quelle svolte irreversibili che la questione ambientale sta solo ora mettendo a nudo. A tali fini risultano indispensabili gli studi di storia del territorio, come questo intrapreso dall’Archivio del Movimento operaio e contadino di Persico Dosimo, che prosegue nel tempo con singolare e prezioso impegno.» – diceva Enio Camerlenghi nella sua presentazione della mostra (e della cartella di documenti che la corredava) del lontano 1985.
«Forse il contributo della fotografia nella ricerca storico-sociale non sta nel valore (più o meno alto) di poche immagini, ma nella quantità dei documenti fotografici raccolti e posti accanto ad altri documenti» – sostiene Luigi Ghisleri. Ed è su questa strada che lui e pochi altri hanno tenacemente proseguito negli ultimi quasi 40 anni.
t.m.(per Il Piccolo – giornale di Cremona, ottobre 2005)

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