La Donna

8 March 2009 Comments Off

Le nostre madri, Eva, Maria di Magdala e la staffetta partigiana
«La Donna» nella visione dell’Uomo, per giunta prete, Luisito Bianchi

 «Ed ecco qui, un altro uomo che vuol parlare di donna, e per giunta scapolo, e per sopraggiunta prete.» Ma benedette sono le parole che sgorgano da una fonte di puro interesse. Le frasi fatte con il cemento degli interessi le sappiamo già a memoria.

Don Luisito Bianchi ha tratteggiato splendide figure femminili nel suo romanzo La messa dell’uomo disarmato. Ha evocato mani di donne con il mestolo nella polenta sopra il fuoco o nell’acqua bollente del bucato. Mani forti e delicate a curare ferite di soldati, mani callose dal tocco lieve, mani consumate, mani resistenti… Mani di donne, occhi di donne, in un romanzo sulla Resistenza e sulla liturgia della vita e della terra.

La Donna, nella visione di un sacerdote sarà una “visione di donna”? La Donna, nelle parole di un poeta è pura metafora?

«Vogliamo sapere che pensa Gesù della donna? Ecco una donna [Maria di Magdala]: è l’unica persona cui Gesù appare ancora prima di salire al cielo. Che vorrà dire con questo? Che ha voluto subito provare la gioia di parlare con Maria, solo un saluto, non di più, perché ha fretta di presentarsi al padre? Un breve istante, certo, ma che vale un’eternità. E adesso, Maria, corri, corri ad annunciare che salgo al Padre mio e vostro, al Dio mio e vostro. Corri, annunciatrice, apostola della risurrezione. Corri, staffetta partigiana, a dare l’annuncio della Liberazione…» Così Luisito Bianchi scriveva in un articolo per la rivista Dialogo. [...]

La campanella suona tre volte: è nata una Donna.
M.T.

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