Ines Serventi canta

13 February 2009 Comments Off

“Guarda giù dalla pianura / le ciminiere non fanno più fumo / i padroni dalla paura / son compagnati dai carabinier, dai carabinier” è un bel canto proletario. Lei cantava mentre era intenta al lavoro, seduta sul tavolo, le gambe accavallate con un piede appoggiato ad una sedia.
Rimarcava con la voce la doppia ripetizione dell’ultima parola di ogni quartina accompagnandola con un deciso movimento della testa quasi a volere dare più forza alla azione descritta dal canto: “per sconfiggere il capital, IL CAPITAL” e scuoteva con forza la testa.
Noi la cantavamo come canto per la rivoluzione, come invocata in un verso, quando il cantarla era ancora proibito. Il significato di molte delle proposizioni di quel canto nonostante i miei ed i suoi sforzi, mi rimase oscuro per molto tempo. Fu dura capire cosa significasse “abbattere il capital, il capital”. Anche negli anni postbellici la lotta politica fu sempre contro i capitalisti e non contro il capitale. A metà degli anni sessanta ricevetti un severo rimbrotto da un prestigioso dirigente locale del partito che mi ricordò come il capitale esistesse “anche in Russia”.
In quegli anni ci fu una riscoperta e rivalutazione culturale degli antichi canti di lotta e del lavoro. Lei cantò e Sergio Lodi di Piadena registrò Laurina a la filanda, e Guarda giù dalla pianura.

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Ines Serventi canta “Guarda giù dalla pianura”

vedi: Il ragazzo e la sarta che cantava

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