Il ragazzo e la sarta che cantava

19 January 2009 Comments Off

Raramente cambio il titolo di un testo che viene proposto per il sito OraSesta. Ennio Serventi aveva scelto per titolo “l’incipit” del suo scritto, “Era grata a chi…”, sottolineando uno degli aspetti della storia – storia di sua madre e storia collettiva –, ovvero la felice circostanza che l’aveva collocata in un ambiente nel quale, insieme ad imparare un mestiere, si è potuto formare anche quella che chiamiamo la sua “coscienza civile e politica”.
Ma il testo di Serventi racconta “la storia” in uno specchio di sguardi, di madre e di figlio, nel segno della trasmissione. Entrambi non più giovanissimi, ritrovano le radici delle proprie scelte in un terreno comune, cosa che raramente avverrà per le successive generazioni.
Mi ha poi colpito che abbia scelto quei versi per introdurre le sue pagine dedicate alle canzoni che accompagnano la vita e la storia; mi ha colpita il ritrovarla ne Il Deposito di “canti di protesta politica e sociale” ma questo denuncia soltanto la mia ignoranza circa la storia di questa canzone:
«J’aimerai toujours le temps des cerises / Et le souvenir que je garde au cœur…»
Già. Tempi in cui, per molti, l’amore e l’impegno politico erano come due ciliege attaccate allo stesso picciolo.
Ennio Serventi, Il ragazzo e la sarta che cantava.
T.M.

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