Il muro che parla

12 October 2008 Comments Off

Un murale cileno a Persichello

Non c’è più. Al murale dipinto dalla Brigada Pablo Neruda nel settembre 1977 è stata data una sbiancata, nel 1994, perché era rovinato. Stava sulla facciata di un edificio che era già sede della Biblioteca comunale, e fungeva un po’ da “casa del popolo”. Erano tempi che di globalizzazione non si parlava ma di solidarietà internazionale sì.
Oggi quel murale se lo ricordano in pochi. Luigi Ghisleri ha ripreso in mano le fotografie; dopo la scansione si sarebbe potuto intervenire per “ridare colore” alle stampe imbrunite nel tempo ma poi si è deciso di lasciarle così, “color anni ’70”.
Per mezzo secolo la parola “muro” ha evocato per lo più divisione, chiusura e si è quasi del tutto dimenticata la sua funzione comunicativa. Queste fotografie di Francesco Pinzi riportano negli anni della “piazza”, dei volantini, dei murali e dei tazebao, della chitarra nel dopo cena per quattro accordi e parole pensate… Niente retorica, ora, per carità, ma un po’ di pathos, quello sì.
T.M.

 

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