Epoche

17 September 2008 Comments Off

«Che cos’è un’epoca? Un tempo che ci offre circostanze tipiche.»
Leggendo Epoca di Tiziano Scarpa mi è tornato in mente un racconto di undulant sul suo blog “carsico” che volevo riportare qui, su OS, ma al momento di agire… ops, non c’era più.
La volevo qui quella donna che ripulisce la città dallo “sporco emblematico” dei nostri giorni. Volevo incorniciarla qui, anche spinta dalla convinzione che siamo più inclini a “collezionare” episodi o figure di un passato prossimo, attendendo quasi di ripescare poi dalla memoria le tracce dei giorni nostri. (Anzi, pare che diventino “giorni nostri” quando diventano il nostro ieri…)
 
Prima che scompaia di nuovo, ricopio dunque qui un pezzo di memoria di oggi. (T.M.)

 

Poi tutto tornava normale
Era più forte di lei.
Per il resto, la sua vita era normale. Un lavoro, un marito, dei figli. I vestiti leggermente fuori moda.
Ma era più forte di lei: non sopportava la pubblicità.
In ogni sua forma. In particolare le brochure, i volantini. Attonita, guardava i mucchi di cartacce spuntare in ciuffi selvaggi dalle cassette destinate alla posta.
Fu così che le venne la mania dell’antivolantinaggio, in maniera del tutto naturale.
Prese a girare per il quartiere, a estrarre dalle cassette l’odiato nemico, a depurarle da quei colori artificiali.
La città era piccola, molti la conoscevano, immenso fu lo stupore. Ma in fondo c’era solo da esserle grati per quel folle lavoro.
Ci si abituò rapidamente all’esile figura che alzava i tergicristalli delle macchine per togliere la pubblicità. E con che cura poi, quasi liberasse le zampette di un povero animale caduto in trappola.
Usciva di casa con un’enorme busta. Immancabilmente la riempiva e gettava il bottino nel cassonetto della carta.
Poi tutto tornava normale.
Andava a lavoro, a fare la spesa, a farsi i capelli.

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