dietro ci siamo noi

15 June 2008 Comments Off

«Dietro ci sono i nostri nomi larghi, con le vocali, le timide vocali incastrate nel mezzo dei suoni secchi e onesti. Ci sono i capelli, dietro, e le ciglia, e le braccia, le piccole dita dei piedi e tutte le tazzine sporche di caffè coi fondi che vorrebbero parlare di un futuro incerto. Dietro c’è il cielo, che è un grande mentitore, ci sono le notti coi pulsanti sogni, e i tradimenti, e il nostro sangue, diramazioni capillari, e un fiume che trova la via del mare, la trova sempre. Le bugie e le verità, ci sono dietro, a ciascuno le sue, unite in un coro muto come se tutto il mondo fosse diventato sordo.»

 

Perché questa mia grande passione (passione? ma sì, lasciamo ‘passione’) per la scrittura di Piera? È che io tutt’oggi – anche dopo [la bella figlia dell’amor] “sospinta” verso l’isola dei Feaci – non trovo le parole per dirlo. Ci provo, scrivo e riscrivo, ma tutte le volte sovrascrivo con la penna dal tratto grossolano un’immagine di “diramazioni capillari”. O trasformo in un blocco di ghiaccio quel flutto di parole che, impetuoso, riesce ad insinuarsi anche negli incavi minuscoli e nascosti dell’apparentemente inattaccabile roccia del “noi”, per ritirarsi poi, placido, lasciando l’anima nuda e bagnata di vitalità ad asciugarsi al sole… Ma questo è, appunto, sovrascrivere, lasciamo perdere.
Dietro… dietro la sua scrittura c’è una “lei” che comprende te e me, c’è uno sguardo comprensivo di fastidiosi folli con l’aquilone che non si alza in volo, di esasperate vittime della propria in-abilità, di quelle dell’ultimo gesto furtivo a colmare il vuoto di culle di figli mai avuti. Di quelli che vorrebbero «entrare negli interstizi e trovarci un dio qualsiasi».
Sopra quel flusso argenteo, da lontano scorgi il viso di “lei” – sempre “lei”, luccichii di “io io io” – e ti chini e dentro la stregata sfera, liquefatta ad acqua cristallina, trovi “noi”, «i nostri nomi larghi. E le voci che li dicono», e «…tutte le cose che, e quelle altre, quelle altre, ancora».
T. M.

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