23 maggio 2007 – gli ottant’anni di don Luisito

27 May 2007 Comments Off

Remo Bassini, Avrei voluto dire: degli occhi di don Luisito

Ieri, domenica, a Viboldone, han festeggiato gli 80 anni di don Luisito Bianchi.
Sono andato nel pomeriggio, mezz’ora.
Poi, a casa, ho cercato di scrivere qualcosa su don Luisito.
E non ci son riuscito.
Lo scrittore di provincia ha preso atto che si è bloccato, che mentre scriveva trovava stupide le sue parole, le sue frasi, le sue riflessioni.
Lo scrittore di provincia, pur prendendo atto del suo fallimento – e tu saresti uno scrittore? – ha però pensato, dopo dieci tentativi almeno, di scrivere ugualmente qualcosa.
L’ha fatto e l’ha inviato a La poesia e lo spirito.

(… avrei voluto scrivere degli occhi di don Luisito; che cercano negli altri, e che imparano dagli altri; che cercano e scavano: in profondità).
(… avrei voluto scrivere degli amici di don Luisito, di chi ha organizzato la festa e non ci è andato, di chi, durante la festa, ha detto: gli amici dell’abbazia di Viboldone, non importa se da vent’anni o da un giorno… avrei voluto spiegarmi meglio, andare più a fondo e non galleggiare così, con parole prese in prestito dal mestiere).

Paola Borgonovo
Sono stata all’altra metà festa. La messa alla mattina e una bella mangiata alla trattoria. con tanti canti: delle mondine, dei partigiani e anche morti di reggio emilia… tante belle barbe bianche e Livia, 2 anni, figlia di Enrica, che sovrintendeva alla celebrazione da capotavola. La più giovane festeggiante…
Luisito ha mangiato come un uccellino, defilato e riservato come suo solito, ma con gli occhi brillanti di chi gusta l’altrui allegria.
Non ho mai consosciuto una persona tanto refrettaria e ontologicamente incapace di mettersi al centro di alcunché… con il risultato di installarsi saldamente nel cuore di chi incontra. La bellezza delle sue parole rimanda sempre a qualcosa più in là.
E non riesci a non desiderare di capire da dove vengono.
E’ per questo che così tanta gente che lo legge prima o poi finisce a Viboldone per il desiderio (non voglio usare la parola curiosità, che è superficiale: è quasi più un’impellenza) di conoscerlo.
E poi ritorni alle parole e ti pare di capire di più la loro bellezza.
Io vivo sempre sui libri, ma non mi è mai capitato, come con Luisito, che un libro faccia succedere “cose”. cioè: dia vita a relazioni. Umane. Vere. Belle. Gratuite.

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