Mai più la guerra

23 May 2007 Comments Off

Le letture ripercorrono alcune riflessioni sulla pace e sulla guerra nella storia dell’umanità, ricercando la cause profonde del disordine ma soprattutto i motivi della speranza nelle parole di Anna Frank e dei condannati a morte della Resistenza. Poi la denuncia di don Primo Mazzolari costringe ad un grande esame di coscienza: “si invoca il nome di Dio per conseguire una vittoria pagata con la vita di milioni di figli di Dio”. In fine, le letture di Isaia: dal capitolo secondo: “le spade si trasformeranno in vomeri e le lance in falci, una nazione non alzerà più la spada contro un’altra e non si imparerà più l’arte della guerra” e dal capitolo ventunesimo che parla di “un cielo nuovo e di una terra nuova”.

TESTIMONIANZE DI SPIRITUALITÀ OPERAIA E CONTADINA

Le letture esprimono dapprima le difficoltà della vita famigliare, dell’impegno sindacale, della stessa vita di fede nel vissuto quotidiano del contadino e dell’operaio.

Poi la riflessione esprime la consapevolezza che il Signore può essere vicino nel duro lavoro e che è nella ricerca della giustizia e nell’impegno per gli altri che si trova Dio (“Dio è giustizia”). Una consapevolezza nuova nobilita il lavoro e le sue fatiche e lo arricchisce di intensi valori spirituali: “la mia vita è più dura di quella di una carmelitana”, “quando il sacerdote comincia la Messa io attacco il motore della mia macchina e tutti e due glorifichiamo il Signore”.

“La parola che copre tutto, che è in tutto … viene a noi spezzata come tanti bocconi di pane. Nessuno può sottrarsi alla parola; puoi essere roccia, puoi respingerla infinite volte, ma il vento riuscirà sempre ad accumulare nelle fessure il terriccio sufficiente a farla germogliare. Come nessuno, prima o poi, sa sottrarsi al profumo del pane. Ogni uomo … è la parola che si è fatta carne; il vero significato della vita è prendere coscienza di questo mistero che ciascuno porta di dentro. La parola può moltiplicarsi all’infinito senza perdere la sua unità; l’uomo è unito all’altro perché la parola è una”. (Luisito Bianchi “La messa dell’uomo disarmato” pag. 1)

 

Il gruppo “Ora Sesta”, ispirato all’episodio evangelico dell’incontro di Gesù con la Samaritana, era attivo a Roma negli anni 1966-67 e raccoglieva alcuni amici che, nel sentirsi Popolo di Dio e nei loro legami elettivi con il Movimento Operaio e Contadino, avevano riconosciuto la base comune per l’approfondimento culturale dei grandi temi su cui si gioca il destino dell’umanità (la pace, il lavoro, l’ecumenismo, la solidarietà internazionale, la libertà, la partecipazione democratica, la fratellanza universale). Non era un gruppo di teorici o di speculatori. Ogni elaborazione o ripensamento voleva partire dai fatti, dalla storia, dalla vita nel suo svolgersi, con riferimento costante all’uomo che di tutto ciò è protagonista. Dalla vita e della storia dei poveri e dei diseredati, già portatori di una cultura spesso dimenticata ed incompresa, il gruppo voleva trarre alimento e voleva cercare di esserne umile e rispettoso interprete, diffondendo poi ogni frutto ottenuto come momento di ulteriore promozione e presa di coscienza.

Dopo quaranta anni i motivi ispiratori del gruppo sono quanto mai attuali all’inizio di un millennio in cui le tante ombre sono però illuminate dalla speranza cristiana. Gli “Amici dell’Abbazia di Viboldone” in occasione degli ottanta anni di fra’ Galdino, autore delle canzoni, hanno deciso di rieditare la produzione musicale del gruppo, piccolo contributo nel testimoniare la fede nella pace fondata sulla giustizia.

Voci: Paola Amicone – Luigi Carrai – Silvio Frattolillo – Benedetto Nardacci – Franco Onorati

Chitarra: Dimitri Papadatos

Realizzazione: Silvino Grussu

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