Per una tutela gratuita

Il cinque per mille della tua dichiarazione dei redditi può essere devoluto ad Avvocato di strada Onlus.
In Italia ogni giorno sempre più persone finiscono inaspettatamente in strada. E’ sufficiente la perdita di un lavoro, il sopraggiungere di una malattia o la rottura di un matrimonio e se non c’è un contesto amicale o familiare a fare da scudo possono spalancarsi le porte della strada per chiunque. Oggi fra le persone senza dimora troviamo italiani e stranieri, laureati e analfabeti, giovani disoccupati e anziani con la pensione al minimo, che non avrebbero mai pensato di trovarsi in una simile situazione, che hanno pochi strumenti per risollevarsi e precipitano in breve in una spirale verso il basso.
Grazie a più di settecento legali volontari di tutta Italia, dal 2001 Avvocato di strada ogni anno difende e tutela gratuitamente queste persone. Chi subiva quotidianamente soprusi di ogni genere senza potersi difendere e vedeva negati i propri diritti fondamentali, oggi può essere tutelato e aiutato a tornare ad una vita comune.
Come organizzazione di volontariato che offre la propria tutela gratuitamente Avvocato di strada non ha la possibilità di autofinanziare le proprie attività ma ogni anno c’è un modo semplice per aiutarci, inserendo nella propria dichiarazione dei redditi (CUD, 730 e UNICO) il nostro Codice Fiscale: 91280340372

6 May 2012 - 0 commenti - permalink

ventiquattro aprile

(memorie di un ottuagenario)

dopo la battaglia,
i corpi riversi sulla neve
sembravano tronchi spezzati dalla bufera;

a volte mi chiedo se ne sia valsa davvero la pena;
va tutto così rapido, qui, che mi sfugge il tempo per capire;
vedo ancora tanta fame e tanta ingiustizia, ovunque, nelle case e per le strade;
i giovani non hanno né ricordi né speranze
e a volte mi chiedo se ne sia valsa davvero la pena;

ma pensarlo mi sembra una bestemmia

da: aitanblog

25 April 2012 - 2 commenti - permalink

Rivive il capolavoro di don Luisito Bianchi

La Fondazione Dominato Leonense presenta

La messa dell’uomo disarmato
cd audio dal romanzo di Luisito Bianchi

Lunedì 23 aprile 2012, ore 21
Sala consigliare di Flero (Bs)
Piazza IV novembre 2

Intervengono la curatrice Maria Elisabetta Marelli, Luigi Pettinati per la Fondazione Dominato Leonense e Vittorio Bellavite, conoscitore della poetica di Luisito Bianchi
Letture sceniche di Anna Goel

La Fondazione Dominato Leonense omaggerà i partecipanti del cd.

Fondazione Dominato Leonense

19 April 2012 - 0 commenti - permalink

Luisito Bianchi, a proposito di Thomas Merton

Scrive nel suo Diario il 29 dicembre 1957, a 5 anni dal suo interrogativo sul senso dello scrivere in rapporto al vivere, vissuti intensissimamente fra pagine scritte e attività formative fra gli studenti e i novizi del suo monastero: “In un mondo come il nostro, dalla complicata struttura economica, non si pone più la questione se mio fratello sia un cittadino dello stesso mio paese. Dal momento in cui l’economia di un altro stato è dipendente dagli interessi economici del mio, io sono responsabile per quelli che hanno bisogno e che vivono in quello stato. In che consiste questa responsabilità? A che cosa mi obbliga?” (p. 158 s.).

Sono interrogativi che si rivolge come monaco di vita contemplativa, ma ne sa già la risposta che normalmente viene data e che i suoi superiori puntualmente ripeteranno quando negheranno l’autorizzazione, alla fine del 1962, di pubblicare la raccolta degli articoli sulla pace, perfino dopo la Pacem in terris del 15 aprile 1963 che per fortuna, scriverà all’abate generale, non è dovuta passare attraverso “i nostri censori”: compito di un monaco di vita contemplativa è “pregare”, soffrire. È così che si salva la propria identità, che si da ragione della necessità nella vita della chiesa di una parte “contemplativa” che controbilanci il pericolo della dispersione dietro problemi contingenti. Finché dura la distinzione, come può una persona che si sente “responsabile” dell’altro in stato di bisogno scindere in se stesso tale responsabilità, col pericolo non tanto ipotetico di concorrere alla “cooperazione con coloro che sfruttano”?

in Luisito Bianchi, Essere uomo. A proposito del libro di Thomas Merton “La pace nell’era postcristiana”

15 April 2012 - 0 commenti - permalink